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Onirico, spietato, ossessionato, istintivo: 4 Mosche Di Velluto Grigio torna per la prima volta nei cinema restaurato in 4K.
Il film che anticipa la forza visionaria di Profondo Rosso e Suspiria, con la colonna sonora di Ennio Morricone, è pronto per il grande schermo con i suoi momenti visionari e crudeli, ma anche con le sue componenti più grottesche e sentimentali.
A lungo considerato il “film perduto di Argento”, poiché scomparso dalla circolazione a causa di questioni di diritti fino all’inizio degli Anni Duemila, ancora oggi è uno spettacolo sfrenato di suggestioni.
Sul fondo di 4 Mosche giacciono inquietudine e senso di solitudine, mentre tutto intorno esplode anarchicamente tutto l’immaginario dell’Argento di quel tempo, anticipando e preparando il terreno per quello che sarà Profondo Rosso pochi anni dopo: un cinema poliedrico dove l’intreccio giallo e la più classica indagine costituiscono i punti d’unione tra espressioni e generi tanto diversi quanto intrecciati, apparente distanti ma consonanti.
Thriller, commedia, romance, fantascienza, musica, spunti autobiografici cuciti insieme: labirinto di immagini e suoni in cui perdersi, paure a cui abbandonarsi, sogni la cui impronta stilistica e tecnica ammalia come un dolce disagio anarchico per concezione e sperimentale per invenzioni e tecnica.
Perché Argento non è solo giallo, brivido, terrore. Argento è meccanica sregolata del sogno e dell’incubo, palcoscenico di tutte quelle paure semplici e pure che solo un artista libero e fuori dagli schemi può dipingere in modo immortale.
SINOSSI
Roberto, un giovane musicista, viene pedinato per giorni da un uomo misterioso e una sera decide di affrontarlo, finendo con l’ucciderlo accidentalmente. Qualcuno ha però visto tutto e inizia a perseguitare Roberto con messaggi e fotografie. Le indagini al riguardo innescheranno una spirale di paranoia e ossessione dietro la quale si cela un agghiacciante segreto. Ultimo e più visionario capitolo della “trilogia degli animali” di Argento.
ARGENTO SUL FILM
«Non m’interessava realizzare un giallo classico, il mio desiderio era quello di mescolare i generi, di provare a spingere un po’ piú in là la ricerca di un mio stile personale.»
«Ogni elemento avrebbe dovuto suggerire un progressivo slittamento dal quotidiano verso l’onirico, dall’Italia verso il mondo.»
«Intendevo scaricare addosso allo spettatore tutte le mie ossessioni: i sogni premonitori, le lettere minatorie, l’incomunicabilità fra marito e moglie, gli scherzi crudeli del destino e
come nel Gatto – uno spunto che potesse stare a metà strada tra il fantastico e la scienza vera e propria.»
Paura, Dario Argento (a cura di Marco Peano, Einaudi, 2014)
«Con questo film volevo raccontare la storia di una coppia, un marito e una moglie che vivono sotto lo stesso tetto ma che non sanno nulla l’uno dell’altro, ognuno di loro può avere dei segreti inconfessabili, tremendi. […] In questo film c’è sicuramente qualcosa di autobiografico ma l’ho talmente esasperato che si perde nella narrazione.»
Intervista a Dario Argento – L’occhio che uccide, Fabio Maiello (Edizioni Scientifiche Italiane, 1996)
Italia/Francia, 1971 – Durata 102 minuti
VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI
Regia: Dario Argento
Soggetto: Dario Argento, Luigi Cozzi, Mario Foglietti
Sceneggiatura: Dario Argento
Musiche: Ennio Morricone
Direttore della fotografia: Franco Di Giacomo
Scenografie: Enrico Sabbatini
Trucco: Paolo Borselli, Giuliano Laurenti
Cast: Michael Brandon, Mimsy Farmer, Jean-Pierre Marielle, Aldo Bufi Landi, Calisto Calisti, Marisa Fabbri, Oreste Lionello, Fabrizio Moroni, Corrado Olmi, Stefano Satta Flores, Costanza Spada, Francine Racette, Bud Spencer
Produzione: Seda Spettacoli, Universal Production France
TRAILER
LISTA DEI CINEMA
In continuo aggiornamento!
4 MOSCHE DI VELLUTO GRIGIO di Dario Argento
Al cinema dal 14 luglio
A soli 3.50 euro nelle sale aderenti a Cinema Revolution
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